Insalata di zucchine grigliate di Ottolenghi


L'insalata di zucchine grigliate con basilico e nocciole da Plenty

L’insalata di zucchine e nocciole di Yotam Ottolenghi è un piatto leggero e fresco, ideale per l'estate. Questa insalata è perfetta sia come antipasto light che come contorno saporito, e, aumentando le dosi, diventa un piatto unico gustoso senza appesantire. 

Se conoscete le ricette di Ottolenghi, la lista degli ingredienti vi sembrerà banale e persino breve, ma la combinazione di sapori è perfetta: si armonizzano tra loro, esaltandosi a vicenda. Non lasciatevi ingannare dalla foto scattata frettolosamente col cellulare e correte a provare questa ricetta adesso che è di stagione! 

Insalata di zucchine, nocciole, parmigiano e basilico
(da Plenty di Yotam Ottolenghi)

La pastiera con la crema, simboli e significato

  
Amo la Pastiera perché è che è un dolce speciale: ricco di simbologia, da preparare proprio in questo periodo per celebrarlo.
La pastiera è un dolce lento, che richiede tempo e cura. In questo ruoto e nelle sue sette strisce si uniscono l'anima opulenta e insieme povera, multiculturale e insieme contadina della Campania.
La pastiera è ricca di uova, perchè la primavera è il periodo in cui le galline riprendono a fare le uova dopo la pausa invernale. Si usa la ricotta, preferibilmente di pecora, perchè in primavera, nascevano gli agnellini e quindi c'era disponibilità di latte. I pastori usavano il siero che avanzava dalla preparazione del pecorino per farne ricotta, che quindi era abbondante ed economica merce di scambio. Il grano, poi, è simbolo di rinascita da tempi antichissimi, in tante culture precristiane, da quella persiana a quella romana, i riti primaverili includono chicchi di grano fatti germinare, un dolce che celebra il passaggio alla bella stagione non può farne a meno. Ma la Pastiera non è solo il risultato "della stagione", non è solo eredità, la Pastiera è sincretismo: pura napoletanità. C'è la cannella, portata da terre lontane, c'è il profumo di arance e fiori d'arancio, anche questi portati dagli arabi. Le arance sono le ultime, regalo dell'inverno appena finito. I fiori di arancio sono il profumo della primavera, in questi giorni riempiono gli agrumeti di un odore che quasi stordisce, la campagna intorno casa mia ne è inondata. Infine, quello che potrebbe sembrare un dettaglio: i canditi. I canditi ci ricordano che questo dolce, come tanti altri della tradizione napoletana, è stato perfezionato nei conventi, dove si poteva usare lo zucchero in abbondanza. Io non amo i canditi, ma l'aroma che regalano rende impossibile ometterli, pena snaturare l'essenza della Pastiera.
Sono diversi anni che faccio la pastiera, quest'anno sono particolarmente soddisfatta del risultato, probabilmente perchè il mio papà mi ha detto che è la più buona che ha assaggiato, quindi riscrivo qui le piccole modifiche che ho apportato alla ricetta solita, per non dimenticarle.
Per tutti i dettagli sulla preparazione, vi rimando al vecchio post, ma prima vi auguro una Pasqua piena di significato come una Pastiera.
Pastiera napoletana con la crema pasticcera

Biang-biang noodles, ricetta cinese versione Ottolenghi


I biang biang noodles sono un piatto tipico dello Shaanxi, una regione della Cina centrale: si tratta di pasta fatta a mano, larga quanto le pappardelle italiane, solitamente condita con abbondante olio piccante. Ho assaggiato per la prima volta a Xian, la città dei guerrieri di terracotta durante un viaggio di lavoro: su instagram trovate il racconto del mio primo assaggio.
Oltre che dal condimento piccante e godurioso, sono rimasta colpita dalla tecnica con cui vengono realizzati questi "spaghetti stirati": il nome biang biang, secondo alcuni, viene dal suono che l'impasto produce quando viene "allungato" sbattendolo contro il piano di lavoro. Nel quartiere musulmano di Xian è pieno di negozietti che preparano noodles :)
Non mi sarei mai azzardata a farli, però se Ixta Belfrage, una delle cuoche che lavora con Yotam Ottolenghi, non li avesse postati nelle sue storie instagram. Il suo tutorial mi ha dato il coraggio di cimentarmi. Grazie Ixta!
Di seguito la ricetta completa tratta dalle sue storie, l'olio piccante e la salsa tahini sono state pubblicate entrambe sul Guardian da Ottolenghi. Sembrano complicate, ma hanno solo la lista degli ingredienti lunga, in più potete preparare tutto in anticipo e limitarvi ad assembrare il piatto al momento.

Biang biang noodles
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