Piccole semplici certezze


... come mescolare tuorli d'uovo e zucchero, unirli al latte e trovare conforto nella morbida voluttà di una crema. 
La crema pasticcera a casa mia è una piccola certezza, è una coccola dolce da preparare al volo dopo cena se abbiamo voglia di qualcosa di goloso. Semplice, al caffè o al cioccolato a seconda del grado di conforto di cui si ha bisogno :)  
Questa certezza a casa mia si misura a cucchiai, senza bilancia e senza troppa precisione, ma stavolta volevo una crema speciale, ricca, così ho unito al latte la panna, e poi mi sentivo pigra, non mi andava star lì a girare in attesa che la crema si addensasse, così ho cambiato metodo, usando quello che avevo visto dallo ZioPiero... Il risultato mi è piaciuto molto: una crema vellutata con un intenso profumo di arancia...

Crema pasticcera (per chi non ama mescolare :P )


Ingredienti
350 ml di latte  
150 ml di panna (per una crema più ricca, ma va bene anche solo latte)  
4 tuorli 
120 g. di zucchero semolato
40 g di amido di mais
1 scorza di arancia (bio, o, se siete fortunati come me, del vostro giardino)


Procedimento
Setacciare la maizena e mescolarla con lo zucchero. Unire questo composto ai tuorli e montarli a lungo (io ho usato il minipimer con la frusta).
Mettere in un pentolino il latte, la panna e la scorza di arancia e portarli quasi a ebollizione, a questo punto unire anche la montata di uova.

Attendere che il latte scaldi bene le uova, in pratica il latte inizia a bollire ai lati del composto di tuorli fino quasi a ricoprirlo,
e poi girare vigorosamente con la frusta fino a che il composto non si addensa (è davvero questione di una decina di secondi).
Travasare la crema in una ciotola e coprirla con della pellicola trasparente a contatto, per evitare che la superficie faccia la patina spessa. Far raffreddare rapidamente immergento la ciotola in acqua fredda e ghiaccio.

Al momento di usare la crema, mescolarla con una frusta per renderla più soffice e setosa.


Note
Per aromatizzare si può usare anche una scorza di limone o i semi di una bacca di vaniglia, ma io avevo delle arance bellissime provenienti dal giardino di mio padre ed ho usato quelle.
Si può anche usare la farina al posto dell'amido di mais, ma trovo che l'amido sia pù neutro, meno invadente, e lo preferisco. 
Lo zucchero può essere aumentato fino a 150 g, ma per me così la crema è dolce il giusto :)
Se volete realizzare una crema gluten-free, assicuratevi di usare un amido di mais contrassegnato dalla spiga sbarrata, perché il rischio di contaminazione dell'amido di mais con glutine di frumento è comunque presente.


Faccio tanti auguri alla bandadeibroccoli per il loro blogcompleanno
e partecipo a 3bithday giveaway de labandadeibroccoli
 

 

Primavera: risotto con gli asparagi selvatici



Sono qui a scrivere delle sorprese della primavera, di mio padre che è rientrato dalla campagna con 600 grammi di asparagi selvatici e di mia madre che mi ha mandato una foto per dirmi "li ha raccolti per te", di me che dovevo restare a Napoli e invece sono tornata sull'isoletta a godermi questi sprazzi di primavera.

L'asparago selvatico è una pianta della famiglia delle Liliaceae reperibile in tutto il bacino del Mediterraneo. Predilige le zone ombrose di boschi radi e di frutteti ed oliveti, in genere si trova seminascosto sotto le siepi, sui dossi, ai bordi delle radure e si raccoglie principalmente in primavera. I suoi germogli, detti turioni, sono assai apprezzati per il loro tipico sapore amarognolo. I turioni sono ricchi in vitamina C, potassio, purine ed  acido folico (ma lessandoli la vitamina C viene totalmente persa). Gli asparagi hanno proprietà diuretiche e depurative.

Ma prima di vedere come ho usato una parte di questi 600 grammi di asparagi selvatici, c'è un'altra sorpresa di cui volevo parlarli... Siete voi! Sono le e-mail che mi raggiungono sul cellulare perché qualcuno è passato da questo mio piccolo spazio e mi ha lasciato un commento, un sorriso, una traccia... Volevo dirvi grazie, grazie perchè non mi conoscete, ma mi regalate sorrisi! Ho aperto questo blog per appuntare le ricette che mi erano piaciute, per ricordarmi tramite la foto di un piatto quali sono i piccoli piaceri della vita... Perchè un blog e non un quadernetto? Per condividere, per far sapere ai tanti blogger che mi hanno ispirato, emozionato, insegnato, che alcune loro ricette erano diventate le mie, ma non immaginavo che in così poco tempo mi sarebbe tornato tanto indietro... Di nuovo, solo grazie!
Ora andiamo a cucinare, che è meglio :)

Risotto agli asparagi selvatici 


Ingredienti (per 5 persone)
400 g di riso (io ho usato il carnaroli per questo, ma l'ho rifatto anche col vialone)
2 mazzetti di asparagi selvatici (circa 300 g)
¼ di cipolla affettata sottilmente
Mezzo bicchiere di vino bianco
Olio evo q.b.
1 l abbondante di brodo vegetale (io l’ho fatto con 2 carote, 1 cipolla, 1 costa di sedano, 1 patata e qualche gambo di asparago, perchè volevo che il sapore degli asparagi fosse protagonista)
1 noce di burro e 3 cucchiai di parmigiano grattugiato per mantecare (facoltativi)


Procedimento
  • Pulire gli asparagi, togliendo la parte legnosa alla base. Per individuare la parte da eliminare è sufficiente spezzarli con le mani e gettare la parte in cui il fusto non si spezza in modo netto, ma tende a piegarsi. 
  • Sbollentare gli asparagi in acqua bollente salata, questo permette di renderli meno amari e di mantenere il colore più acceso. 
  • Gli asparagi così preparati possono essere usati per frittate e primi piatti o essere ripassati in padella e usati come contorno.

  • In una pentola dal fondo spesso far stufare a fuoco basso la cipolla in un fondo d’olio. 
  • Quando la cipolla è appassita unire anche metà degli asparagi tagliati a pezzetti, ma non le punte, la parte più tenera e pregiata, che vanno aggiunte solo alla fine. 
  • Far insaporire gli asparagi e aggiungere il riso. 
  • Tostare il riso mescolando continuamente fino a quando non diviene lucido. 
  • Sfumare con il vino e farlo evaporare. 
  • Aggiungere il brodo bollente un paio di mestoli alla volta, mescolando spesso, e portare a cottura il riso unendo altro brodo solo quando i chicchi di riso iniziano ad asciugare tutto il liquido (ci vorranno tra i 15 e i 20 minuti, ma dipende dal riso usato). 
  • Assaggiare per valutare se è necessario aggiustare di sale. 
  • A due minuti dalla fine aggiungere il resto degli asparagi tagliati a pezzetti e rosolare tutte le punte in un padellino col burro. 
  • Quando il riso è cotto, spegnere il fornello, versare nel tegame le punte di asparago con il burro e il parmigiano e mantecare vigorosamente.


Note
Omettendo la mantecatura con burro e parmigiano otterrete un primo piatto vegan, leggero, ma comunque gustosissimo!

 

La bellezza della Pavlova


O anche, per una volta fidatevi delle apparenze! 
Non fate come me, che ho atteso quasi due anni per preparare questa bellissima torta, e provatela subito! 
Da quando l'ho vista la prima volta dalla mitica ArabaFelice, me ne sono innamorata, forse per il suo aspetto così etereo e delicato o forse per la sua storia... Essì, perché la mia versione preferita dell'orgine di questo dolce, la cui paternità è contesa da australiani e neozelandesi, è "romantica": pare che un pasticcere neozelandese sia rimasto così colpito dopo aver visto uno spettacolo della ballerina russa Anna Pavlova da decidere di dedicarle un dolce. Il pasticcere, però, voleva che il dolce trasmettesse la stessa idea di leggerezza che dava veder danzare la ballerina russa... E cosa c'è di più lieve di una nuvola di meringa sormontata da un velo di panna montata e ricoperta da una cascata di frutta? 

La Pavlova è un dolce tutto sommato semplice, ma proprio per questo bellissimo, io lo trovo festoso, allegro e, pur non amando le meringhe, buonissimo! Vi chiedete come faccia a piacermi un dolce di meringa se non mi piacciono le meringhe? I segreti, secondo me, sono due: 
1) la dolcezza: le meringhe rischiano di risultare stucchevoli, invece nella Pavlova la dolcezza del guscio di meringa risulta stemperata dalla panna montata poco (o per nulla) zuccherata e dalla frutta! 
2) la consistenza: il cucchiaino si fa strada in un guscio croccante per affondare in un cuore soffice e la panna arricchisce l'insieme con una morbidezza ancora diversa... 
Insomma, si vede che mi è piaciuta assai? Fidatevi e, se non l'avete ancora assaggiata, provatela! Rispetto alla scena che fa, non è neanche difficile da preparare, le uniche attenzioni vanno riservate alla cottura, il forno troppo alto potrebbe farla diventare troppo scura o, come è successo a me, far comparire delle crepe... Insomma, come si vede dalle foto la mia Pavlova non è certo perfetta, ma io la trovo bellissima lo stesso e mi riprometto di rifarla meglio per migliorarla :) 
Ma ora bando alle chiacchiere e vediamo come si prepara...

Pavlova (diametro di circa 23 cm)

Ingredienti
4 albumi (i miei pesavano 114 g)
il doppio del peso degli albumi di zucchero semolato (ma io ne ho usati solo 170 g)
5 gocce di limone
un cucchiaio scarso d'aceto di mele
10 g di maizena
3 g di lievito chimico in polvere per dolci (servirebbe il cremor tartaro, ma non riesco a trovarlo) 
per il ripieno
250 g di panna fresca da montare
zucchero a piacere: io ne ho aggiunto circa 1 cucchiaio e mezzo
frutta a piacere (di solito fragole e kiwi): io ho usato un cestino di fragole a cui mia madre non aveva saputo resistere
 
Procedimento 
Preriscaldare il forno a 150°C in modalità statica. Con l'aiuto di una tortiera, un coperchio o un piatto, disegnare una circonferenza del diametro di circa 23 cm sul retro di un foglio di carta forno ed usarlo per foderare una teglia. La circonferenza servirà da traccia al momento di comporre la meringa  :)
In una ciotola asciutta e pulita (è importante che non sia unta, altrimenti gli albumi non montano), mettere gli albumi, possibilmente a temperatura ambiente, con il succo di limone e montarli a neve. Aggiungere lo zucchero, man mano che gli albumi montano, un cucchiaio alla volta. Quando gli albumi saranno ben montati aggiungere anche la maizena e il lievito setacciati, sempre continuando a sbattere. Infine unire l’aceto. Il risultato dovrà essere una meringa lucida e densa. 
Usando un sac à poche o un cucchiaio trasferire la meringa sulla teglia seguendo la circonferenza tracciata. Dopo aver tracciato la base, aggiungere qualche strato di meringa sui bordi, in modo da formare una specie di cestino. 

Infornare nel ripiano centrale ed abbassare subito la temperatura a 120°C, far cuocere per circa 1 ora e 20 minuti. la Pavlova deve essere croccante fuori e morbida dentro, per questo la cottura della base è più breve che per le classiche meringhe. Quando la meringa è diventata solida all'esterno, ma senza dorarsi, spegnere il forno. Lasciare il dolce in forno con lo sportello semi-aperto fino a quando non si sarà completamente raffreddato. Conviene non muoverlo quando è caldo per non rischiare di romperlo.

Poco prima di servire montare la panna e distribuirla sulla meringa. Decorare con la frutta. Sia la panna che la frutta possono essere (leggermente) zuccherate a piacere.
Note  
In quasi tutte le ricette che ho consultato si usa una quantità di zucchero pari al doppio del peso degli albumi, come per la meringa, ma, come ho scritto più su,  a casa mia nessuno apprezza le meringhe perchè le troviamo troppo dolci, così ho provato a diminuirlo un po', forse per questo il dolce è risultato un po' più fragile e ha fatto qualche crepa, ma il sapore mi ha soddisfatto in pieno :P
Io ho usato lo zucchero semolato classico passato al mixer, ma se avete quello tipo Zefiro, vi consiglio di usare quello. C'è chi usa lo zucchero al velo, ma secondo me non è necessario.
Si può aggiungere l'estratto di vaniglia al composto di albumi, ma io non l'avevo. 
Il mio dolce è venuto un po' troppo scuro, forse perché il forno era troppo caldo perchè avevo cucinato altro prima della Pavlova.  
Come consiglia l'Araba: la meringa può essere cotta anche il giorno prima (è quello che ho fatto io) ma l'assemblaggio del dolce va fatto poco prima di servirlo, per evitare che la panna lo ammorbidisca troppo.
Io ho unito circa un cucchiaio di zucchero alla panna, visto che avevo fatto una meringa con "meno" zucchero. 
Ho unito alle fragole tagliate circa mezzo cucchiaio di zucchero e un po' di succo di limone. Se avete fragole molto saporite, potete evitare lo zucchero. Ho messo il limone perchè ho assemblato il dolce un po' prima di pranzo e non volevo che nel frattempo le fragole annerissero.

Se volete preparare un dolce gluten-free accertatevi che la maizena e il lievito chimico siano contrassegnati con la spiga barrata, questo vi assicura che siano privi di contaminazioni.
Questa torta che mi è tanto piaciuta è il mio modo di festeggiare la primavera e di partecipare al contest di Fiordirosmarino per la categoria rosso :)


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