Visualizzazione post con etichetta lievitati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lievitati. Mostra tutti i post

La mia pizza e focaccia per pigri

La pizza margherita resta la preferita di casa mia
 

Non vorrei far venire un infarto a qualcuno scrivendo un nuovo articolo sul blog dopo anni, ma, ma non vorrei nemmeno perdere la ricetta di pizza e focaccia che ripeto dal 2021, quindi eccomi qui!
Sono partita dalla ricetta di @memoirsofabaker per la focaccia col lievito madre, ma nel tempo sono arrivata a una versione col lievito di birra leggermente diversa.
PS: Marina, questa è per te :P

Pizza/focaccia zero effort

L'impasto pigro in versione focaccia, ricoprire con olio e usare le dita per fare tante fossette nell'impasto

Pizza in teglia alta e soffice

Come vi piace la pizza fatta in casa? Alta e soffice o sottile e croccante? Questa è la preferita di casa mia: morbida e alveolata grazie alla lunga maturazione e all'elevata idratazione, ma col fondo e il cornicione croccanti grazie al mix di farine. Se andate di fretta, potete saltare il passaggio in frigorifero: seguite la ricetta e porzionate la pizza appena l'impasto raddoppia. Questa ricetta è figlia dei panini napoletani, ma a casa mia piace tanto che ho deciso di darle uno spazio tutto suo. Per il condimento vi lascio piena libertà, a casa mia una margherita non può mai mancare, ma anche la salsiccia e friarielli in inverno diventa d'obbligo ;)
Pizza in teglia
Pizza in teglia alta e soffice fatta in casa

Ciambelle senza patate sofficissime: le graffe napoletane del bar

Le graffe senza patate
Queste ciambelle sono così irresistibili che non potevo tenerle per me! E poi volevo usarle per ringraziare chi condivide le sue ricette, chi è felice di regalare un sorriso, chi quando prova qualcosa di buono vuol farla assaggiare alle persone a cui tiene. In questo caso voglio ringraziare Luigi, un amico e collega del mio papà, che ci ha tentato tramite facebook con le foto delle bellissime graffe preparate da sua moglie Annalisa, e che non ha esitato un attimo a inviarci una mail con la ricetta appena gliela abbiamo chiesta!
Vi riporto pari pari la ricetta come ce l'ha inviata lui al compleanno di mamma, aggiungendo alla fine le mie note e una raccomandazione: provatele, sono sofficissime!
Ancora grazie, Giggì, a te e ad Annalisa!
Signori e signore, ecco a voi...

Le graffe senza patate, soffici come quelle del bar

I panini napoletani sfogliati



Un rustico buonissimo: il panino napoletano sfogliato
Il panino napoletano è un lievitato salato tradizionale a Napoli, dai bar alle rosticcerie: è lo street food salato per eccellenza. Si tratta di un soffice rustico ripieno di salumi e formaggi, immancabili il salame napoletano e il provolone. La sfogliatura li rende friabili e ancora più saporiti.
Qualche mese fa Maria ha postato i suoi pagnottieli sfogliati ne sono rimasta folgorata! Approfittando delle vacanze di Pasqua ho fatto diverse prove, aggiustato un po’ le dosi per andare incontro ai gusti della mia famiglia, aggiunto la semola per ottenere una crosticina esterna croccante e alla fine ho ottenuto la ricetta perfetta dei miei panini napoletani sfogliati. Questi panini napoletani sfogliati sono nati grazie a Maria, che, come si intuisce già dal nome del suo blog, è una vera garanzia sulle ricette napoletane :) vi consiglio di andare a sbirciare il suo blog: è una miniera d’oro, replico spesso i suoi piatti e non mi hanno mai deluso!
La ricetta dei pagnottieli napoletani può essere usata anche per realizzare il casatiello napoletano sfogliato, o tortano, ma a casa mia abbiamo preferito la versione monoporzione :) 
Se non avete tempo, potete usare lo stesso impasto anche senza sfogliarlo, ma la sofficità e la leggerezza che si ottengono con la sfogliatura ripagano ampiamente la mezzora necessaria a fare le pieghe! Fidatevi di me e provate a fare questi rustici, sono l’ideale come pranzo al sacco e in versione mignon sono perfetti per i buffet.

Panini napoletani

Migrazioni e contaminazioni

“La scoperta  di  un  nuovo  piatto  fa per  la felicità  umana  più  che la scoperta  di una  stella”
Brillat-Savarin 

L'alveolatura dei panini sfogliati di bufala

Brioche siciliane col tuppo


Le brioche siciliane col tuppo sono dolci lievitati sofficissimi, dal sapore delicato e molto profumati. Queste brioche sono perfette per accogliere la granita o il gelato, ma anche a colazione con un velo di marmellata o di una buona crema al cioccolato. 
Per preparare le brioche sicule ho seguito la ricetta di Adriano e sono rimasta molto soddisfatta, perchè hanno lo stesso sapore e la stessa morbidezza di quelle che mangio a Palermo! Queste brioche sono molto diverse dalla tipica brioche napoletana, che ha più uova ed è più consistente. Le brioche col tuppo siciliane hanno poche uova e pochi grassi, per questo sono ideali da farcire!
Il segreto della loro morbidezza sta nell’impasto indiretto e nel riposo in frigorifero dell’impasto prima della formatura delle briochine. Io vi consiglio di impastarle di sera, farle riposare tutta la notte in frigorifero e completare con formatura e lievitazione il giorno dopo, avrete delle brioche fredde e perfette da mangiare per merenda!
Con questi ingredienti si ottengono 11 brioche grandi o 20 piccine, non dimezzate la dose di impasto perché reggono benissimo fino a un mese se congelate appena raffreddate. In questo modo avrete sempre una colazione speciale a portata di freezer! Fatele scongelare a temperatura ambiente per una notte e poi ripassatele per cinque minuti in forno caldo: saranno come appena sfornate! (Avete fretta? Scongelatele al microonde! Vengono bene lo stesso ;) )


Brioche siciliane col tuppo

Il colore del grano: pane di semola senza impasto



Ovvero, il pane for dummies, minimo sforzo-massimo rendimento!
Sì, lo so, questo pane non ha nulla a che vedere con quello di Matera che ci è arrivato grazie al contest di Mangiare Matera e che vi consiglio di ordinare ed assaggiare almeno una volta nella vita perché è un pane buono, che profuma di grano e di sole, morbido e che anche dopo diversi giorni scaldato restituisce il meglio di sé. 
http://mangiarematera.wordpress.com/
Il mio è un pane facilissimo: non richiede planetaria, attrezzi strani o grande manualità, servono una ciotola, una pentola col coperchio, e un canovaccio. Non ci sono ingredienti strani, non dovrete girare per la città alla ricerca del malto o di nonsochealtro, no, solo farina, acqua, una puntina di lievito di birra e un pizzico di sale, ingredienti poveri e semplici, ma che devono essere ottimi. See lo provate, usate una semola eccezionale, provate la Senatore Cappelli e vi stupirà, vi regalerà pagnotta colorata e profumata, morbida, così buona che vi stupirete di averla preparata senza il minimo impegno.
Per Mangiare Matera sono arrivate proposte di lievitati bellissimi e “seri”, perché io mi presento con questa proposta “sciocca”? Perché è la dimostrazione che anche chi non ha tempo, gira mezzo mondo e tra una tappa e l’altra non riesce a far nulla, può prepararsi il pane in casa e portare in tavola una pagnotta buonissima e soffice. È un pane che nella sua semplicità regala una soddisfazione enorme, è adatto a chi non ha tempo e attrezzi e per questo ho voluto presentarlo per il contest, perché dimostra che la panificazione non deve essere solo una scienza per pochi, ma può diventare per tutti, perché usando buone farine è impossibile non ottenere un pane che sappia di buono… insomma, sperando che i fornai di Matera, non lo prendano come un’offesa, ecco il mio supersemplice, ma buonissimo, pane di semola :)

Pane di semola senza impasto cotto in pentola

Buono come il... pancarrè con la tecnica Tang Zhong


Vi scrivo dritta dritta da Parigi, ma invece di raccontarvi della bontà della pasticceria francese e di tutti i dolci che sto mangiando, vi parlo di un metodo orientale per rendere il pane sofficissimo e morbido a lungo :P
Il Tang Zhong è un metodo cinese che veniva utilizzato nella preparazione degli spaghetti e della pasta per i ravioli, successivamente questa tecnica è stata adottata anche per la preparazione del pane che risulta così  molto più soffice e scioglievole. In pratica, si mescola una parte di farina con cinque parti d’acqua  e si porta questo impasto a 65°C, creando un “water roux”. A questa temperatura l'amido contenuto nella farina gelatinizza dando luogo a un composto denso e traslucido che, unito agli altri ingredienti, favorisce l'assorbimento di una quantità maggiore di liquidi garantendo un prodotto finale che rimane morbido e fresco più a lungo. Il water roux fa le veci dei emulsionanti (in genere grassi come burro e olio) che di solito si utilizzano per ottenere un'alveolatura piccola e omogenea e una consistenza elastica e durevole per giorni. Ok, avete ragione: basta con la fisica, passiamo alla ricetta!

Pancarrè con la tecnica Tang Zhong

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...