Sono di quelle persone che non amano il proprio compleanno, perché si tende inevitabilmente a fare bilanci e non sempre sono positivi. Eppure quest’anno mi sento (pro)positiva, fiduciosa, perché nell’ultimo anno ho imparato tanto, ho iniziato a scegliere con sempre maggiore consapevolezza e ne sono felice. Questo discorso è legato al blog e alle esperienze che mi ha portato a fare. Negli ultimi mesi ho conosciuto produttori e consorzi di tutela, ho iniziato a cercare la qualità con sempre maggiore attenzione, ho assaggiato, provato, acquistato prodotti nuovi alla ricerca di buono e giusto. Ho già detto varie volte che sono “viziata”, abituata al sapore e al profumo della frutta e delle verdure che coltiva il mio papà, per me la conserva di pomodori è quella che prepariamo noi ogni anno di mattina presto in una calda giornata di agosto e le marmellate sono tutte fatte in casa con la nostra frutta. Per questo, quando faccio la spesa sono esigente e, se decido di mangiare fuori, non riesco a desiderare nulla che sia meno di quello a cui sono abituata.
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Tempo di bilanci, tra cucina gourmet, pizza e polpette
Sono di quelle persone che non amano il proprio compleanno, perché si tende inevitabilmente a fare bilanci e non sempre sono positivi. Eppure quest’anno mi sento (pro)positiva, fiduciosa, perché nell’ultimo anno ho imparato tanto, ho iniziato a scegliere con sempre maggiore consapevolezza e ne sono felice. Questo discorso è legato al blog e alle esperienze che mi ha portato a fare. Negli ultimi mesi ho conosciuto produttori e consorzi di tutela, ho iniziato a cercare la qualità con sempre maggiore attenzione, ho assaggiato, provato, acquistato prodotti nuovi alla ricerca di buono e giusto. Ho già detto varie volte che sono “viziata”, abituata al sapore e al profumo della frutta e delle verdure che coltiva il mio papà, per me la conserva di pomodori è quella che prepariamo noi ogni anno di mattina presto in una calda giornata di agosto e le marmellate sono tutte fatte in casa con la nostra frutta. Per questo, quando faccio la spesa sono esigente e, se decido di mangiare fuori, non riesco a desiderare nulla che sia meno di quello a cui sono abituata.
Tradizione, crescita e percorsi di vita che si incrociano a Ischia
| Gli chef Pasquale Palamaro e Nino Di Costanzo |
Conoscevo di fama Pasquale Palamaro,
lo chef dell’Indaco, ristorante stellato ischitano, da un paio d’anni. Me ne avevano sempre parlato come di un ragazzo gentile, disponibile,
alla mano. Dalle foto vedevo un bell’uomo dal viso schietto e diretto. Avevo
letto diverse interviste, ero rimasta colpita dal suo forte legame con l’isola,
con la tradizione, dal suo modo di proporre una cucina nuova, ma senza
dimenticare il coniglio o le verdure che caratterizzano la cucina ischitana.
Più di tutto, dalle interviste emergeva la sua voglia di studiare, di lavorare,
di non sentirsi arrivato. Un atteggiamento che, in tutt’altro campo, sento
pienamente mio.
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