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Canditi con la slow cooker o l’instant pot

Preparare i canditi con l'instant pot o la slow cooker è facile e veloce

La canditura delle scorze di arancia è un’operazione semplice da svolgere in casa, ma che dà molta soddisfazione perché permette di ottenere canditi morbidi e saporiti, di gran lunga migliori di quelli in commercio.

L’utilizzo di una slow-cooker o della pentola multifunzione tipo instant-pot permette di ottenere un prodotto ancora migliore, con il minimo sforzo.

Il metodo che ho utilizzato si ispira al metodo di Rolando Morandin e prevede una fase preparatoria in cui le scorze da candire vengono congelate e poi immerse in acqua per due giorni. Questa procedura permette di rompere le pareti cellulari in modo da rendere i canditi più morbidi. Il metodo Morandin prevede anche una lunga bollitura delle scorze in modo da eliminare la parte amara e rendere i canditi morbidissmi, io però ho deciso di saltare questa fase per ottenere dei canditi ancora più profumati. Inutile dirlo, ma trattandosi di una ricetta con due ingredienti, è necessario usare arance di qualità, non trattate e freschissime.

La parola “candire” viene dall’arabo qandat, trascrizione della parola in sanscrito khandakah (“zucchero”). Nel processo di canditura, per osmosi viene ridotto il contenuto in acqua della scorze e il contenuto in zucchero viene gradualmente portato a più di 70%.

Scorze di arancia candite con la slow cooker o l’instant pot

Le sfogliatelle frolle, dolce tipico napoletano


Oggi parliamo di Napoli, perché le sfogliatelle sono dolce che assieme al babà è il simbolo della città. Certo, c’è anche la Pastiera, ma è legata alla Pasqua, mentre sfogliatelle e babà sono immancabili sulle tavole domenicali. Posso preparare la torta più buona o scenografica del mondo, ma se mancano le sfogliatelle mia nonna mi fa “e non avete preso nemmeno i dolci?”… Il babà di pasticceria non è particolarmente amato in casa mia, forse perché mio zio ne fa uno divino, mentre le sfogliatelle in genere vengono dalla pasticceria. Da un paio d’anni, però, sono diventata molto attenta ed esigente e non riesco a ritrovare a Ischia quello che è per me il sapore vero della sfogliatella, il profumo del ripieno, la friabilità della frolla… Così invece di inseguire il sapore che ricordavo mettendo alla prova tutte le pasticcerie dell’isola, ho deciso di provare a farle in casa. Ho dovuto rinunciare alle ricce, ché  a detta di uno dei pasticceri più famosi di Napoli (Mario Scaturchio) mettersi a farle a casa è da matti, ma ho iniziato una vera e propria ricerca sulle frolle consultando tutti i libri di cucina napoletana che ho, le ricette online e tutti i pasticceri che mi sono capitati a tiro! Il risultato dei miei tentativi e perfezionamenti è questo: una frolla friabile fatta con lo strutto (la tradizione non ammette deroghe) con un ripieno di ricotta e semolino profumato da arancia e cannella.
Inseguivo un ricordo, un profumo, non so se il vostro ricordo è lo stesso, ma per me questa versione casalinga è diventata la mia preferita, la tradisco solo a Napoli e in pochissime pasticcerie. Farle in casa però ha un altro vantaggio: tutto si riempie di un profumo delizioso e vale la pena accendere il forno nonostante il caldo!
Sfogliatelle frolle


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