Quello che mi appassiona della cucina è che, anche se c’è
chi mangia solo per nutrirsi, è possibile mangiare e nutrire anche la propria
mente, oltre che il corpo. La cucina è racconto: di un popolo, di un cuoco, di
un prodotto. La cucina è un trattato di storia e allo stesso tempo una
fotografia dell’istante. La cucina è emozione: quella di chi prepara il piatto,
ma anche quella di chi lo mangia e torna bambino o cresce ad ogni boccone.
Massimo Bottura, chef e patron dell'Osteria Francescana, tutto questo lo sa e, soprattutto, sa raccontarlo. Massimo
Bottura è diventato cuoco perché in cucina ha trovato la dimensione del suo
racconto, perché la sua cucina è arte moderna e lui sa emozionare con i
suoi piatti come con le sue parole.
Il suo libro, “Vieni in Italia con
me”, è un invito a mettersi in viaggio nel
proprio Paese, ma anche solo nella propria città, con gli occhi della
curiosità, con gli occhi del sogno, col desiderio di vedere l’invisibile.
“Vieni in Italia con me” non è il libro di un cuoco, è il racconto di un uomo,
è un manifesto dell’Italia bella, del nostro meglio.
